giovedì 7 gennaio 2010

La creatività di massa.

...questo mi viene in mente, la rete permette di condividere la creatività "della" massa, questo lo trovo positivo, è una ispirazione democratica.

Ma cosa centra la "creatività di massa" con la fotografia "professionale", dico professionale non amatoriale o "artistica" , devo fare questa distinzione per forza.
Faccio il fotografo Pro da 30anni, sono cambiati gli strumenti ma il lavoro è rimasto identico, nel metodo e nei contenuti, i miei clienti chiedono sempre le stesse cose.
Nel mio settore, fare il fotografo vuol dire far parte di un gruppo di lavoro, ognuno ha il suo compito, le idee e la creatività è funzionale, c'è gente che paga per avere dei risultati di tipo commerciale, le foto sono buone se fanno vendere, sempre, in ogni campo.

La fotografia professionale, secondo me non è cambiata, come dicevo, sono cambiati gli strumenti ma i fini sono identici al passato.

Ora posso immaginare che per un neo fotografo "Pro", la confusione sia tanta, capisco...
Fare il fotografo è una "impresa" artigiana, ( quando dico artigiano, non dovete immaginare il calzolaio, gli artigiani moderni, hanno tutte la carte in regola ) e come ogni buon artigiano/impresa, si investe in attrezzature, in aggiornamento professionale, ecc...
Come ieri, molti neo fotografi, pensano di iniziare la professione con una macchinetta con un po di pixel a buon prezzo e qualche accessorietto, per poi lamentarsi di un mercato che non li vuole...
Il settore della "fotografia professionale" non vuole persone ignoranti, bisogna sapere bene qualcosa, qualsiasi cosa, ma va conosciuta bene, molto bene.
Ora per non sembrare generico, provo ad elencare alcuni settori di Fotografia Professionale:

Architettura/Design.
Pubblicità.
Cataloghi.
Moda.
Industriale.
Ritratti.
Still-life.
Reportage.
Arredamento.

Insomma, non vedo nessun settore che debba temere qualcosa della condivisione in rete delle immagini a tutto campo. Per noi "pro" la rete può dare solo una grande visibilità, magari, alimentando ancora di più il mito dei " fotografi" a vantaggio delle case produttrici di macchinette e dei portali di fotografia.

Certo un po di furbetti in giro ci sono, un po di concorrenza sleale c'è... pensate a quanti usano i Photoshop crackati, per regalare qualche elaborazione sui microstock, dico regalare perché la maggior parte degli operatori non produce costantemente per ottenere un ritorno economico, se a questi gli fate pagare i SW che usano, sono convinto che ci sarebbe una bella selezione naturale.

Un ultima cosa sulla creatività, non si nasce creativi ma ci si diventa. :-)

domenica 28 settembre 2008

Fotografia digitale, internet e Reality show.

Voi direte che relazione c'è tra la fotografia digitale, internet (fenomeno recente) e il Reality show, anche lui fenomeno recente.
La relazione c'è ed è molto stretta, nonostante utilizzino due mezzi diversi, la rete e la televisione, i protagonisti sono gli stessi, la gente comune e i vip.
I vip nel caso della fotografia si intendono fotografi più o meno affermati.

Qual'è la caratteristica dei Reality show?
cito: "... Sono proprio loro, i concorrenti, l’innovazione più forte del reality, è stata la rappresentazione della loro vita o comunque del loro vissuto la materia stessa del game, tutto ciò ha prodotto due effetti a seconda che i protagonisti fossero persone comuni o vip. I primi sono diventati idoli, i secondi ridiventano uomini e lo spettatore dal canto suo soddisfa due bisogni ormai primari: il voyeurismo e la simulazione." ( Reality show di Ramon Dos Santos Sembianza)
Il grande interesse della gente comune, per i Reality, lo dimostra la grande partecipazione ai casting, tutti sognano di essere selezionati.

Per la fotografia e i fotografi, tutto sommato è più semplice, la rete consente una partecipazione libera, un blog, una comunity, un forum, è come un grande casting, la presenza lo show, i commenti e il numero dei visitatori il premio finale.

martedì 16 settembre 2008

Non dite che non metto foto...


Allora ho aggiunto una foto, ma prendo a pretesto questa, in cui ho utilizzato un filtro plug-in di terze parti in Photoshop.
La facilità con cui l'ho realizzato è disarmante, un click e via, potrei vendervi questa come frutto di un mio particolare stile, ma personalmente non ho il coraggio.
Invece, vi dico che filtro è, lo trovate sul sito della Topazlabs.
Mi è stato suggerito da un mio caro amico, lui è molto bravo ad utilizzare Photoshop e non ha segreti.
Esiste anche una comunity su flicker, dopo la prima sorpresa compiaciuta, ho trovato la cosa noiosa, nel senso che si porta dietro una falsità evidente, non lo utilizzerei nel ambito culturale, anche se la tentazione è forte.
Nulla toglie, che sia un filtro interessante da utilizzare commercialmente, per esempio nel ambito della fotografia industriale, si potrebbero avere degli effetti interessanti tra macchinari e ambienti.
Per giustizia aggiungo anche l'immagine del prima.
Un saluto.

giovedì 11 settembre 2008

A che punto sono?

In modo classico, dopo un inizio con le certezze in mano, le vacanze di mezzo che, come sempre ti portano a riflettere su cosa vuoi fare al tuo rientro, ... torno ed o le idee più confuse di prima.
Gestire questo spazio, ha comportato che si innescasse un desiderio di informarmi in modo più approfondito nell'ambito della fotografia italiana e non, per cui diligentemente, mi sono dedicato alla lettura e rilettura di libri di critica fotografica e siti web, tra blog, portali, e siti di fotografi più o meno professionali e amatoriali.
Risultato? Mi sto incasinando la vita.
La sto incasinando, ma con piacere, non c'è niente di meglio per capire, immagazzinare "input", aiuta a riflettere, stimola la fantasia.

Sinceramente, non ho la minima idea che fine farà questo blog ancora acerbo, è certo comunque, che mi sta aiutando. Non ho fretta e "diciamolo", praticamente lo sto leggendo solo io.

Comunque un saluto a chi passa di qui.

domenica 27 luglio 2008

Photoshop..., la rovina della fotografia.

Photoshop è una buona applicazione, ormai ha raggiunto livelli molto sofisticati, nessun concorrente è in grado di raggiungerla, nessuno ha il coraggio di investire contro questo gigante, per il momento dobbiamo accettare la sua presenza.
Il binomio Fotografia/Photoshop è inscindibile, tutto il nostro lavoro, obbligatoriamente, passa quasi sempre da queste parti, tra curve, istogrammi, correzioni colore e bilanciamenti vari.
L'inverno passato, mi sono liberato di un insieme di apparecchiature (con una certa difficoltà, per via che le discariche non accettano macchine elettroniche superiori ad una certa quantità), che nei primi anni 90, erano il top per l'elaborazione dell'immagine digitale, " Dicomed" ne avrete senz'altro sentito parlare, non sto ad elencare in cosa consisteva, vi dico solo che il valore in denaro dell'epoca, si aggirava intorno ai 150 milioni di lire, ...ragazzi, con quei soldi a quel tempo ci si poteva comprare casa.
Premetto, non le avevo comprate io, mi sono state donate verso il 2001, erano state di proprietà di un grande studio fotografico, già allora non avevano più valore, avevo accettato questo dono perché ero troppo curioso di vedere il suo funzionamento, a confronto di Photoshop sembrava il controllo di una centrale nucleare, produrre un immagine di alta qualità era una impresa, sostanzialmente fuori da ogni logica, tempi impossibili, visti con gli occhi di oggi. Produrre un immagine digitale all'epoca era giustificato solo per un fine lucrativo.
Noi fotografi, che lavoravamo con i nostri banchi ottici e le nostre lastrine 10x12, abbiamo sentito subito i venti del digitale, chi più, chi meno, abbiamo dovuto fare i conti con il cambiamento, in 15 anni, molti amici e colleghi hanno rinunciato, molti hanno cavalcato la tigre mettendo mano al portafoglio e all'aggiornamento professionale, nei nostri studi è entrato questo nuovo compagno di viaggio, " Photoshop", quasi un socio, subdolo, da una parte ti aiuta, da una parte ti vincola, non puoi più farne a meno.
Photoshop, il tuo laboratorio personale, la tua camera oscura digitale, alla portata di tutti, sia chi lo compra e chi fa il portoghese.

La fotografia digitale/Photoshop uguale menzogna, per eccellenza, ...affermazione pesante, ma purtroppo credo sia la verità, chi crede ancora che la fotografia è verità, sostanzialmente è un illuso, tutti gli interventi che facciamo utilizzando quest'applicazione, vanno a snaturare il concetto stesso, la semplice scelta di schiarire o scurire alcune zone dell'immagine, può essere considerata falsificazione, sicuramente lo è, la cancellazione o clonazione di alcune zone, pratiche che ormai sono molto diffuse tra tutti i fotografi, lo si fa in modo candido, non ci accorgiamo che stiamo uccidendo la fotografia. Ancora più grave è che anche gli utilizzatori delle immagini stesse, preferiscono il falso dal vero.

venerdì 6 giugno 2008

Dilettanti e fotoamatori.

E’ sorprendente , come il digitale abbia dato un nuovo impulso alla fotografia amatoriale, finalmente con internet, milioni di immagini escono dai cassetti e finiscono in questo grande vortice, che è la rete.
Devo dire che alcuni di questi fotografi/amatori sono anche molto bravi, creano immagini suggestive, i soggetti ben ricercati, ma troppo spesso con una estetica fine a se stessa. Come da sempre, queste immagini rappresentano o vogliono rappresentare, una visione romantica della vita, raramente trovo qualche forma di critica a ciò che ci circonda; da queste parti solo il bello può essere fotografato, il brutto non è di casa, o meglio il brutto è bello quando fa pena.
La nuova frontiera, la fotografia digitale, permette al primo sognatore, di sentirsi un grande maestro della fotografia, a costi e tempi molto bassi, niente più camere oscure, niente più laboratori che interpretano le tue foto, niente più diapositive esposte male; un bel Raw e sei a posto, a casa tranquillo le sistemi come vuoi, versione 01: un bel B&N, fatto; versione 02: colori saturi e un bel cielo scurito, fatto; versione 03: un bel taglio panoramico, fatto. Mettiamola ora in rete, che diciamo? Un bel titolo evocativo e … il mio cannone appena acquistato e il classico coppia tempo/diaframma ( non ho mai capito a cosa serve farlo sapere ). Ora aspettiamo trepidamente il giudizio dei miei simili.
Non vorrei sembrare troppo critico, tutto questo, è lodevole, sinceramente, non trovo nulla di male nel fare questo tipo di fotografia, quello che mi delude spesso è che non riesco a trovare contenuti, mi sembrano sempre delle sperimentazioni. Suggerisco a questi fotografi di riflettere di più sui contenuti, e meno sulla tecnica, progettate per tempo quello che volete raccontare.
Un saluto.

martedì 3 giugno 2008

Chissà se interssa a qualcuno?

Chissà se interessa a qualcuno? Ma personalmente, mi diverte l'idea di uno spazio critico, dove ci si possa esprimere.
Questo lo faccio soprattutto per chiarire le idee a me; chiunque voglia disquisire è il ben venuto.
In questa fase iniziale ho cercato in giro nel web per vedere se non stessi facendo un doppione, ma non ho trovato nulla del genere, o meglio ( ho finito le energie ), ogni tanto qualcuno si esprime in tono critico, ma finisce li, spesso questi luoghi esistono per celebrare se stessi, a me non interessa. Un bel blog, (suona bene), in realtà lo trovato, da un collega, il fotografo Benedusi, ... bravo, molto bravo, ottimo spessore, soprattutto per il tempo che ci dedica e il come si esprime, dispensa buoni consigli.
Per il momento vi saluto.